Tutto è partito dall'interpretazione di un brano
celeberrimo, eseguito per l'occasione da alcuni accordiani. Tra i
commenti, certi sottolineavano la fedeltà all'originale, altri
elogiavano l'interpretazione personale. Entrambi gli approcci
comportano delle difficoltà, e quindi richiedono delle attitudini, ma
traspare in modo abbastanza chiaro come per i più la personalità e
l'inventiva siano considerate una sorta di obbligo, una conditio sine
qua non se si vuole essere considerati Musicisti. La riproduzione
fedele invece, affatto semplice sia dal punto di vista tecnico, sia da
quello dell'espressività, sembra comunque una sorta di "dio minore".
Abbastanza comprensibile, tutto sommato. Sembrerebbe logicissimo.
Però... c'è qualcosa che non quadra. Se assistiamo a un concerto di una
grande orchestra, composta da musicisti eccelsi, che esegue in maniera
mirabile e precisa dei brani classici, guidata irreprensibilmente da
un Direttore capace e attento al minimo dettaglio, dove nemmeno una
nota di triangolo è lasciata al caso o -orrore!- all'interpretazione
personale, facciamo per caso un ragionamento del genere?

Non è più
probabile invece che storciamo il naso o ci scandalizziamo se si
verifica il contrario? E non si tratta sempre di musica, di emozioni?
Perché il nostro condizionato cervello si comporta da integralista, ma
a compartimenti stagni, assolutamente isolati uno dall'altro anche
quando l'argomento è il medesimo, e non ce ne rendiamo conto?
Insomma,
Uto Ughi (per dirne uno) è un pappagallo o un usignolo?

:-)
Nessuno meglio di te può infatti mettere a disposizione di Accordo e degli Accordiani un sapere tecnico ed un gusto musicale che non temono confronti, congiunti ad un'intelligenza ed un'arguzia non comuni.
Benvenuta alla tua Rubrica, quindi, e complimenti a te ed alla Direzione di Accordo :-)
Uto Ughi è un usignolo in assoluto, ci mancherebbe altro.
Personalmente credo che il nocciolo della questione stia nell'intelligenza con cui si sceglie, di volta in volta, se proporre un'esecuzione altamente ortodossa o una interpretativa. E, soprattutto, se si sia in grado di eseguirle entrambe con la stessa bravura.
Voglio dire che si è bravi se si sanno fare indifferentemente l'usignolo o il pappagallo, a seconda del contesto in cui ci si esibisce.
Va aggiunto infine, che i brani classici per una serie di motivi (disponibilità di partiture convenzionali, distanza di anni o secoli dalla morte del compositore, loro inserimento nei canali della musica "serie", e così via) tendono ad essere eseguiti in versioni abbastanza rigidamente fedeli all'originale), mentre per la musica moderna gli esecutori "postumi" si sentono meno vincolati alla aderenza alla scrittura originale.
Dal punto di vista del pubblico, poi, quale sia il motivo per il quale a volte alcune aree cerebrali si rifiutino di sapere cosa facciano quelle vicine, resta un mistero.
Ma, se ci rifletti, le diverse aree del nostro cervello coabitano nella scatola cranica come in un condominio. Non c'è molto da stupirsi, quindi, se a volte si mettono il muso tra loro.
Banali liti condominiali, insomma ...
Grazie, Generale. "... se ...
"... se si sia in grado di eseguirle con la stessa bravura"
Ecco, questa e' una puntualizzazione importante. A volte si interpreta semplicemente perche' non si sarebbe comunque in grado di riprodurre :)
E' la stessa differenza che passa tra un imbrattatore di tele (che puo' vendersi come artista, e spesso ci riesce) e un Picasso, che col pennello poteva fare esattamente cio' che voleva, per scelta.
-Oliver-
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Io,una volta, ho sporcato una ...
Sono un artista? :-DDDD
"Rifletti prima di pensare" (Diumafe di fronte allo specchio della mente).
Se la sapresti anche dipingere ...
-Oliver-
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Io credo che molto dipenda ...
Mi rendo conto che esistano ...
Cosa mi autorizza a fare cio' che voglio di una composizione, chesso', di Jimi Hendrix, sapendo a priori di avere una probabilita' su un milione di produrre qualcosa anche solo lontanamente comparabile (sono libero di... rovinarla)? E cosa mi vieta invece di farlo su un brano classico? Per me sono solo convenzioni, e come tali sono una forzatura. L'esempio della biancheria intima calza a pennello.
-Oliver-
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Io ho dato una mia ...
A mio modesto avviso, il ...
Come mai gli autori di questi famigerati pezzi una volta lanciati sul mercato non si sono mai preoccupati più di tanto di riprodurli fedelmente negli anni, durante i loro successivi live?
Mentre noi invece strozziamo il nostro io a furia di cercare il piglio e la nota giusta?
Un Esempio, ma ce ne sarebbero a iosa: E. Van Halen, una volta lanciato il famigerato solo dislocato nel pezzo BEAT IT, non lo ha mai eseguito uguale, addirittura una volta in un live Slash esegui tutt'altra roba nell'ambito del pezzo in questione , ma penso che manco volendo o pregando in aramaico arcaico ce l'avrebbe fatta. Eddy un giorno per curiosità chiese a Jennifer Batten come avesse fatto a riprodurlo esattamente uguale.
Insomma tiriamo un po' le nostre somme, penso che l'assennata totale fedeltà in un pezzo potrebbe essere d'obbligo, ma sinceramente vallo a spiegare al mio "IO".
Ciao Oliver e congratulazioni per il bel post.
Salvo er Texano.
L'accenno all'esecuzione dal vivo di ...
L'autore dopo un po' si rompe le balle di ripetere sempre lo stesso solo, e a volte viene rivisto anche l'arrangiamento. I musicisti classici, invece, sono forgiati per ripetere fino alla morte le stesse note: ce ne sono alcuni che si specializzano su un solo autore o addirittura un solo brano.
Va detto pero' che il pubblico spesso non gradisce le variazioni dell'autore, e spesso i commenti sono del tipo: "si', ma non l'ha fatta come nel disco" :)
-Oliver-
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.....continuavo a chiedermi cosa aspettavano ...
Sull'articolo: Apprezzo molto se un brano o un assolo viene eseguito fedele all'originale (noi tendenzialmente CERCHIAMO di fare così) ma allo stesso tempo mi piace quando si improvvisa dopo aver eseguito il tema principale. Naturalmente un'improvvisazione coerente, che abbia un senso, che stia nel "discorso" e non un guazzabuglio di note senza senso tanto per far vedere velocità, bravura e quant'altro. La classica secondo me non si deve toccare. Al limite una interpretazione personale del direttore d'orchestra. Ciao. :-)
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Grazie, Lace. Il tuo ...
Il tuo approccio, che mi sembra equilibrato, assomiglia un po' a quello jazzistico nei confronti degli Standard: prima il tema (obbligato), poi le variazioni sul tema. Ovviamente nel jazz la prima parte e' ridotta all'osso, mentre la seconda... a volte rischia di ridurre all'osso l'ascoltatore :)
I jazzisti mi perdonino!
-Oliver-
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Alla fine su youtube non ...
"Non suono per piacere, suono per godere!"
sono in sintonia col generale ...
chi è bravo è bravo copiando o rifacendo in pezzo come interpretazione personale
SuperLoco
Urrah per il nuovo stimatissimo ...
Grazie, Duca. ...
-Oliver-
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Innanzi tutto un plauso al ...
Secondo il mio modesto parere si inizia a fare i pappagalli per poi diventare usignuoli.
Come natura insegna.
"Rifletti prima di pensare" (Diumafe di fronte allo specchio della mente).
Mi sembra saggio. Evidentemente ...
Evidentemente hai riflettuto prima di pensare.
(nota che non ci sono cascato: non ho scritto "riflesso").
-Oliver-
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Caro scettico prima di tutto ...
La tua è una bella domanda, ma credo che vada aggiustata. Per partire dalla risposta (una risposta) secondo me Uto Ughi è un grande pappagallo-usignolo. Troppo comodo, dirai, ci inventiamo nuove specie per uscire dal problema invece di risolverlo. Però i problemi vanno orientati altrimenti nascondono le soluzioni e diventano insolubili. Come nei problemi di geometria, se costruisco male la figura non vedo la soluzione.
Passami l'uso di etichette un po' consunte, tanto per capirci: di solito si assume che il rock e ancor di più il jazz (e tutti i generi in qualche modo derivati) siano musiche libere perché svincolate dalla scrittura, mentre la musica classica ci inchioda sulla carta all'atto creativo originario dell'autore. In parte è vero: là si improvvisa, si aggiunge o si toglie, qui no. Da ciò l'idea che uno sia il campo della personalità e dell'inventiva e l'altro quello della "riproduzione fedele".
Ma personalità e inventiva sono assolutamente necessarie anche alla "riproduzione fedele", che metto tra virgolette perché non esiste. Cioè non c'è modo di avere una riproduzione fedele di un brano musicale a meno che l'esecuzione non sia affidata all'autore stesso (e anche questa cosa è discutibile).
Prendiamo un classico famoso, che so: la quinta di Beethoven. Già dal famoso attacco, l'esecuzione dell'orchestra di Bernstein è molto differente da quella di Furtwangler e di Abbado e di Von Karajan e di Toscanini... In alcuni casi le differenze possono risultare addirittura fastidiose! Lo spartito è il medesimo, da dove nascono tutte quelle differenze? Dalla personalità e dall’inventiva del direttore e dei suoi professori d’orchestra.
Un capriccio di Paganini è un banco di prova massacrante perché oltre alla profonda conoscenza del testo musicale richiede la perfetta conoscenza delle tecniche strumentali inventate dal Genio del violino. Eppure l’interpretazione di Ughi non è la stessa di Accardo. Un semplice lettore, un pappagallo, non basta. Bisogna che il pappagallo sia anche usignolo. Ughi e Accardo sono pappagalli simili (simile è il loro livello tecnico), ma usignoli molto differenti.
Secondo i critici esistono poi interpretazioni più “corrette” di altre, cioè più filologiche, legate alle informazioni più o meno esplicite lasciate dall’autore riguardo alla sua visione musicale. Ma non è detto che siano le migliori. Glenn Gould era criticato per l’eccessiva libertà di interpretazione che si concedeva al pianoforte, ma nessuno può mettere in dubbio la sua grandezza.
La musica è una forma d'arte che richiede la presenza di un medium, un tramite tra autore e ascoltatore: il musicista. Ma ciò che sfugge è che il musicista non è un banale riproduttore e anche se le note sono scritte, le sue esecuzioni non sono sempre uguali. L'esecutore non è un CD!
Esiste dunque, anche da parte dei musicisti “classici”, la necessità di far emergere personalità e inventiva, non nel senso di una rielaborazione dello spartito, ma di una interpretazione del brano, per la quale occorre essere non solo preparati, ma anche personali e inventivi. Non solo pappagalli, ma pappagalli-usignoli.
Forse potremmo riformulare la domanda chiedendoci quale volatile dovrebbe prevalere e quando.
Ma ahimè (ahitè e ahituttinoi) se ne discute da secoli.
Prima di tutto, grazie per ...
In secondo luogo, grazie per avere fatto centro.
Il terzo riconoscimento ti spetta per la scoperta di una nuova specie di volatile :)
-Oliver-
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Il "pappagallo di perrynason". Mmmh... ...
:D
;-)
E' molto che lo usi? ;-)))))
Commento... allettante!
;-)
;-))))))))
d'accordissimo su tutta la linea
Vorrei aggiungere che spesso si dice che il musicista pop preferisce interpretare perchè non è in grado di eseguire fedelmente. E spesso è così. Ma vogliamo prendere atto dell'abisso tecnico che c'è tra un musicista pop-rock etc con un musicista classico?
Ci sono grandissimi studiosi anche nella musica rock, ma sono comunque rarità, eccezioni alla regola.
Prendiamo ad es. il succitato Van Halen: tutti consideriamo Eddie un grandissimo della chitarra rock, ma il suo livello tecnico, rispetto ad un quelunque chitarrista classico, è misero.
Prendere un diploma classico significa studiare 6-8-10 ore, tutti i giorni , per anni, con un rigore massimo. Non parliamo poi del violino, c'è gente che ci dedica l'esistenza stessa.
Eddie, come tantissimi musicisti rock, non ha certamente studiato tutto quel tempo, anche perchè i rockettari iniziano a suonare già da giovanissimi, e perdono più tempo a fare le rockstar che a studiare. Ecco che subentra il feeling, la freschezza, l'energia e la creatività. Il riprodurre fedelmente richiede uno studio superiore.
Sicuramente non sono un conoscitore ...
La discussione non verteva in realta' su questo, che potrebbe invece essere uno spunto interessante per discutere sui diversi approcci alla musica: tecnica vs istinto, rigore vs emozione, etc.
La tecnica e lo studio di per se' sono solamente degli strumenti, nella musica classica (obbligatori) come nella musica "moderna", ma da soli non bastano: consentono di eseguire, ma non di interpretare.
Per contro ho sottolineato anch'io in altri commenti come molte volte, dietro alla maschera della "libera interpretazione", si nasconda in realta' una sostanziale incapacita' di ottenere un risultato preciso.
-Oliver-
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Ed infatti quanto tu scrivi ...
Concordo pienamente cacchio.. Misero ...
cacchio.. Misero il livello tecnico di EVH?! :D ha ispirato orde di chitarristi, il suo sound è uno dei più ricercati, imitati ed invidiati
..vorrei essere così misero! :P
precisazioni
Tranquillo
..era pura speculazione :D
..cmq a volte succede che dietro un'ignoranza musicale il genio faccia comunque la sua parte e tiri fuori dei veri capolavori
Vorrei precisare che per "tecnica" ...
certamente chi non ha una ...
e cio' riguarda anche le star dello strumento "rock"... nel senso che se la scarsita' di tecnica, rispetto al musicista di conservatorio, genera tutta la varieta' degli stili del rock, evviva la scarsita' di tecnica...
Non puoi sapere cosa avrebbe ...
“Nonostante i limiti della notazione ...
documento definitivo, un tracciato da cui possono derivare varie letture lievemente
diverse. Al contrario, l’incisione di un brano jazz improvvisato è cosa di un attimo: in molti
casi è l’unica versione accessibile, e perciò “definitiva”, di un qualcosa mai pensato come
definitivo. Che sia, e non possa che essere, definitiva - se ispirata o no, è ovviamente un
altro discorso - è un fatto intrinseco alla natura e al concetto di improvvisazione. Perciò lo
storico del jazz è costretto a giudicare l’unica cosa che ha in mano: il documento sonoro.
Mentre ci interessa anzitutto l’Eroica e solo secondariamente il modo in cui qualcuno la
esegue, nel jazz il rapporto si rovescia. Ci interessa ben poco West End Blues come tema
o composizione; prima di tutto conta il modo in cui Armstrong lo interpreta. Oltretutto
siamo obbligati a giudicare sulla scorta di una singola versione, incisa per caso nel 1928, e
non ci resta che immaginare le altre centinaia che Armstrong ne diede, nessuna
esattamente uguale, alcune inferiori al disco, altre forse anche più ispirate.”
Un esempio: anche se a livello metronomico il musicista di jazz rispetta lo scandire del
tempo, egli in realtà può suonare “in avanti” o “indietro” sul tempo, invece la scrittura
tradizionale è “quantizzata”.
Inoltre in questa musica non esiste il concetto di “bel suono”, ma di “proprio suono”.
Nei vari real book in uso tra i jazzisti vengono scritte principalmente due cose: una linea
melodica e degli accordi siglati. Entrambi vengono interpretati in senso “compositivo” dal
jazzista che può arrivare quindi a stravolgerli. Ovviamente non è cosi per la musica classica ... anzi....
Un’altra fondamentale caratteristica di questo linguaggio (che è più di un linguaggio) è la
capacità di rielaborare, trasformare e rendere artisticamente significativo e stimolante
qualsiasi materiale di partenza (da una melodia infantile a un brano rock, da una folk song
a un’aria d’opera…) anche qui lascio a voi il paragona con la musica classica...
Il fatto è, e concludo, che ogni genere musicale ha delle proprie prerogative dalle quali non si può prescindere e spesso danno importanza a cose che sono l'esatto opposto .... quasi in antitesi!
Ciao Olver è un piacere leggerti
Love is not Music,
Music is the best.
Aspettavo il tuo commento :) ...
Il jazz e' l'antitesi della classica.
Naturalmente il mio post sottintendeva anche una provocazione.
Faccio fatica a scrivere da qui (cellulare...), ma mi fa piacere leggere molti commenti stimolanti.
-Oliver-
www.f24rocksolid.it
Ciao Oliver.. Sono strafelice che ...
Il primo post di matrice ornitologica-musicale è stato molto interessante e i precedenti commenti ormai hanno già praticamente detto tutto..
Io credo che un po' dipenda da quello che ci si aspetta di ascoltare, ad esempio le cover..
Chi vuole esclusivamente la riproduzione fedele e chi è disposto ad accettare una diversa interpretazione, come il sottoscritto..
Per esempio il solo di "Whole lotta love" di Carlos Santana con Chris Cornell, è diverso da quello di Jimmi Page con i Led Zeppelin, però io lo trovo lo stesso piacevole e intrigante e soprattutto legato al suo modo di suonare..
Se Uto Ughi con un'orchestra provasse a suonare "Apache", difficilmente farebbe la copia carbone del pezzo di Hank Marvin degli Shadows, però potrebbe essere un pezzo con il suo fascino..
Sicuramente la musica classica ha altre prerogative e altri contesti, ma la conosco poco e il paragone mi è venuto nel mondo del rock, dove mi trovo più a mio agio..
Io vorrei tanto essere un bravo pappagallo.. ma mi sento molto più cornacchia..
Un saluto !!
;-)
Carpe that fucking diem..
Grazie anche a te, Jan. ...
L'immagine di Ughi che suona Apache non e' niente male :)
Potrebbe essere interessante, come a volte (non sempre) succede nelle contaminazioni.
E poi sarebbe anche una forma di par condicio, visto che molte volte il rock si e' lasciato "inquinare" dalla musica classica.
-Oliver-
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Vedi Oliver,.....
Un coverista, che rifà tutto un disco dei Pink Floid, a menadito, sarà sicuramente, un musicista preparato, ma non di certo un artista, e come se io imparassi a dipingere la gioconda alla perfezione, da farla identica all'originale, e dipingessi solo quella per anni ed anni, potrei mai raggiungere l'apice che ha raggiunto Leonardo Da Vinci??
Non siamo noi a scrivere la musica....è lei che ci viene a cercare
Tutto vero. Quello che mi ...
Riguardo alla parte conclusiva, hmmm.... Non sono del tutto d'accordo.
Lo so che certi livelli sono talmente eccelsi che il confronto atterrisce e scoraggia. Ma se tutti pensassero "non saro' mai meglio di Leonardo (o Mozart, o... Jeff Beck, perche' no?), il risultato sarebbe la paralisi.
-Oliver-
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Si quello che dici è ...
Non siamo noi a scrivere la musica....è lei che ci viene a cercare
prediligo la creativita' e l'interpretazione ...
People di rango
Questo nuovo Accordo si fa di giorno in giorno più ricco e autorevole, grazie al perfetto equilibrio tra la redazione - giovane, agguerrita, entusiasta, competentissima - e una comunità competente, attenta, parttecipativa. Voi "rubricanti" siete il prezioso link tra queste due belle realtà.
Concediamoci un piccolo sbrocco di orgoglio estivo per questa cosa fantastica che abbiamo costruito e continuiamo a migliorare tutti insieme.
Insomma, Accordo rules!
God said "Let There Be Rock" and the Rolling Stones were born. And Keef played his first riff and God saw that Rock was good (Genesis 1-3)
Sono io che ringrazio il ...
Mi fa piacere che la discussione si sia arricchita di scambi interessanti e stimolanti. D'altra parte sapevo di poter contare sul contributo di Accordiani vivaci e ricchi.
Perfino in questo momento vacanziero: Accordiano never sleeps!
(infatti scrivo da un cellulare, che mi impedisce di rispondere a tutti come vorrei: sara' anche smart, ma non e' comodo :)
-Oliver-
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A parte i gusti personali, ...
Credo che da sempre i due volatili ogni tanto si "scambino le gabbie", che recentemente stanno diventando sempre più "voliere" e sempre meno "gabbiette", ma senz'altro il processo, pur con le accelerazioni dei tempi recenti, è ben lungi dall'essere completo.
Per quanto mi riguarda, non credo che possa esistere il pappagallo senza l'usignolo, né l'usignolo senza il pappagallo. O perlomeno che non sia un bene.
L'arte di un grande interprete classico comporterà comunque il "fare suo" il brano, ovvero capirlo, sentirlo, viverlo e renderlo vivo, e quindi anche se non farà una nota fuori da ciò che è scritto, sarà comunque immediatamente riconoscibile, almeno dagli addetti ai lavori.
Viceversa, un grande (cant)autore, nel proporre qualcosa di totalmente suo, mai sentito prima, farà sempre riferimento, almeno parziale, ad un patrimonio di lessico musicale (note, alla più disperata) universalmente comprensibile. Anche se in quest'ultimo caso ammetto che la cosa sia un po' più elastica.
Giorgio
Personalmente trovo un po' noiose ...
Insomma ognuno è liberissimo di esprimersi nel modo che meglio crede, e a chi ascolta resta la libertà di applaudire o meno...ma i "giudizi da esperto" li trovo altrettanto noiosi e pure tristi, se vogliamo.
"Il bello della Musica è che quando ti colpisce non provi dolore"
Bob Marley
Ciao, colgo l’occasione per salutarVi tutti,
Bello spunto, Oliver. Qualche giorno ...
Qualche giorno fa a Radio 3 un violoncellista italiano (il nome mi sfugge) ha interpretato una suite di Bach come la faceva appena diplomato e come la esegue oggi. La differenza era notevole (il tempo, gli accenti, lo stesso timbro dello strumento). La musica barocca e la classica hanno di bello che non esiste una versione da coverizzare, esiste solo la scrittura (nel caso dlle suites di Bach più scritture diverse). Quindi sta all'esecutore cercare una 'fedeltà all'originale' del tutto illusoria o permettersi di, appunto, 'interpretare'. In entrambe le situazioni non vedo pappagallismo.
La differenza forse va cercata tra composizione ed esecuzione, tra improvvisazione ed esecuzione puntuale. Ma anche qui ci sono mille situazioni diverse e mille distinguo. Argomento infinito.
Prediligo l'interpretazione....
"Creatività è permettersi di fare degli sbagli. Arte è sapere quali di questi sono da tenere."
Per me quindi interpretare è meglio che imitare a volte volendo copiare alla perfezione ho sbagliato e cercando di rimediare ho interpretato meglio...