E ancora: a volte l’ossicino del ponte a pin sulle chitarre acustiche ha una certa inclinazione, nel senso che non è perfettamente perpendicolare al piano armonico. Perché?
Per evitare di impantanarmi mi servo di un semplice disegno che mostra l’angolo che vogliamo considerare. Si tratta dell’angolo che la corda forma, in uscita dal foro di ancoraggio, nel dirigersi verso la sella del ponte (o ossicino, come preferite) sulla quale poggerà per poi proseguire verso il capotasto. L’angolo considerato è quello tra la corda e la linea retta data dalla ipotetica prosecuzione rettilinea oltre il ponte verso l’esterno della corda stessa. Per ora ci occupiamo solo degli angoli che formano le corde in uscita nei ponti a pin.
La domande che ci siamo posti sono comunque di quelle terribili.
Riguardo la seconda è bene premettere che la perpendicolarità o meno della sella rispetto al piano armonico (o meglio rispetto alla base del canaletto della placca che la ospita) è cosa poco considerata sia dalla gran parte dei costruttori sia da parte dei chitarristi. Per questi ultimi il peccato è da assoluzione in quanto si tratta di argomento non semplice, specialistico. Per qualche costruttore il peccato c’è e sarebbe bene si ponesse seriamente la questione.

Diamo un senso alle due domande dicendo subito che se si vuole che le prestazioni di una chitarra acustica siano al top, è altamente desiderabile che si verifichino alcune condizioni ottimali in modo che sia massimo il trasferimento al piano armonico dell’energia della corda vibrante. Tra le condizioni, due sono molto importanti. Prima condizione: che alcune caratteristiche (altezza del ponte, distanza della sella dai fori dei pin, ecc.) contribuiscano a che la corda in uscita dal foro di ancoraggio abbia il migliore angolo di breakover (l’angolo di cui vi ho parlato in precedenza). Seconda condizione: che la base dell’ossicino poggi perfettamente sul fondo del canaletto.
Ma qual è il corretto angolo di breakover?
Lascio in sospeso la risposta sperando che il contributo dei lettori dia vita a un dialogo interessante.
Quanto prima la fornirò io.

Da ignorante
In questo modo però il modulo della risultante ha un valore minore di quello che si avrebbe con un valore di angolo grande. Cioè la forza che si trasmette alla tavola è minore.
Quale sia il compromesso ottimale non lo so.
TI RINGRAZIO
Appena la temperatura dell'argomento si sarà alzata vedo di dare una mia risposta.
Buone cose!
Maurizio
ad esempio il sistema di ...
SuperLoco
Molti rendono questo angolo il più piccolo possibile
Personalmente, invece, ritengo che l'angolo dovrebbe essere il più incidente possibile (fino al teorico 90° che però porterebbe alla rottura della corda) in modo da avere più pressione sull'osso che è uno dei fulcri della vibrazione della corda (l'altro naturalmente il capotasto).
Mia opinione.
http://chitarra.accordo.it/article.do?id=67842
DUE BREVI OSSERVAZIONI
Diceva il Carletto
Roberto Oggionni
Riguardo a questo "problemino", importante ...
http://www.frets.com/FretsPages/Musician/Guitar/Setup/Saddle/saddle01.html (da metà pag in poi) e
http://www.frets.com/FretsPages/Musician/Guitar/Setup/Saddle/saddle02.html
A quanto mi pare di capire la gobba della sella deve essere sagomata in modo da ridurre il più possibile la zona di appoggio della corda e consentirle la massima vibrazione. Poi un corretto break angle dovrebbe schiacciare la sella perpendicolarmente verso il basso (massima trasmissione delle vibrazioni al top) ed evitare che la posizione del punto di appoggio e la trazione della corda spingano la sella in avanti disperdendo parte delle vibrazioni con rischi di rottura della sella stessa o addirttura del ponte. Per cui pare che una sella non debba essere inclinata e che la corda debba poggiare in un punto sul colmo della sella. Ma...
c'è ovviamete chi ha altre teorie:
http://www.lutherie.net/saddle_angle.html
Quindi sono in gioco altezza della sella, forma della superficie della sella, punto di contatto tra sella e corda, perpendicolarità tra sella e top.
In questo sistema entrano in gioco anche le "rampe" dei fori dei pin, funzionali alla correzione dell'angolo di incidenza della corda sulla sella (che quindi non sono solchi di usura tipici degli strumenti vintage!) e correzioni del profilo della sella per la eventuale compensazione dei cantini.
Insomma, un bel casino!
;-)
?
1.L'osso del ponte non è una lama, ma ha uno spessore di qualche millimetro. Ne deriva che ha una base di forma rettangolare. Affinchè le vibrazioni raccolte dall'osso vengano trasdotte in maniera massimale al piano armonico, l'osso deve essere perfettamente perpendicolare al piano stesso, in modo che il contatto osso-piano armonico avvenga attraverso l'intera superficie inferiore dell'osso stesso e non solo attraverso una sua porzione lineariforme.
2. L'angolo di breakover è ovviamente funzione dela distanza dei pin dall'osso del ponte, nel senso che tanto più i pin sono lontani dall'osso, tanto minore è l'angolo che tu hai evidenziato in verde.
3. L'intero sistema costituisce una leva di primo genere, di tipo vantaggioso, in cui il tratto di corda posto tra osso e pin costituisce il braccio di resistenza, marcatamente più corto del braccio di potenza (costituito dalla porzione di corda posta tra la meccanica e l'osso (assumendo, per comodità, che il capotasto non sia a sua volta un fulcro).
4. Ne deriva che la tensione esercitata dalle corde sul piano armonico non può che essere direttamente proporzionale, oltre che alla tensione delle corde, anche all'angolo di breakdown. Da cui deriva che maggiore è tale angolo, maggiore è la trazione sul piano armonico.
5. In conclusione, tanto più elevato sarà l'angolo di breakover, tanto più vantaggiosa sarà la leva e tanto più efficace la distribusione delle forze perpendicolarmente al piano armonico (a parità di tensione delle corde).
Riducendo l'angolo, ed allungandosi il braccio di resistenza, per ottenere una stessa forza risultante, sarà necessario applicare una maggiore forza al braccio di potenza, ed aumentare la tensione delle corde.
Beh... come delirio, è venuto bene ;-)
Eppure ...
Eppure ci sono alcuni costruttori che inclinano lo slot in cui viene inserita la sella di un piccolo angolo (tra i 4 ed i 7 gradi) verso i pin: sostengono che questo migliori il contatto tra sella e corda e riduca la pressione sulla parte frontale del bridge, che a volte è causa di rotture del ponte stesso.
:-)
Immagino che, all'atto pratico, esista una miriade di poblemi tecnico-pratici di cui tener conto.
Semplificando: la vibrazione della corda ...
Almeno penso sia così, anzi lo spero: altrimenti le mie acustiche su cui ho messo le mani avrebbero bisogno di una regolata.
:-)
Preparo un atto di abiura per il delirio di cui sopra... :-)
Le tue considerazioni dono tutt'altro ...
ENTUSIASTA
attuato da alcuni costruttori. Attenzione a usare bene i termini di tensione, trazione e pressione. Molto indovinato l'aver sollevato il problema della distanza dei fori dei pin dal ponte e della loro relativa corsia di uscita della corda (sarà importante anche quella?). Qualcun altro ha sollevato il problema della superficie di appoggio sull'ossicino della corda in uscita dal foro (come dovrebbe essere: a lama di coltello con la minima superficie di appoggio o tondeggiante nella parete verso i pin?). Parer invece chiaro a tutti che la base del ponte deve poggiaare perfettamente sul canaletto che la ospita in modo da trasmettere tutta l'energia possibile.
Purtroppo non siamo ancora arrivati a determinare quale sia il più vantaggioso angolo di breakover e perchè. Avanti coi deliri che fanno così tanto bene alla comprensione!
Superficie della sella: a lama ...
Ho osservato la superficie della sella della mia chitarra. L'avevo fatta correggere dal liutaio dopo che un cantino aveva intaccato l'osso. La forma originale era tondeggiante ma troppo appuntita verso i cantini, che infatti l'hanno intaccata. E la correzione fatta dal mio liutaio corrisponde esattamente alla prima forma suggerita da Hostetter:
http://www.lutherie.net/saddle_angle.html
Dunque superficie di appoggio più ampia e tondeggainte verso i cantini (con compensazione per la corda del SI) e sempre meno ampia e tondeggiante verso le corde dei bassi.
Poi: parliamo di angolo ideale, ma essendo la sella in diagonale rispetto alla linea dei pin, l'angolo di appoggio cambia da corda a corda. Suppongo che la vibrazione di una corda spessa (e rivestita) sia più ampia e abbia quindi bisogno di una maggior pressione (maggiore angolazione) per essere tenuta in posizione e trasmetere correttamente le vibrazioni al piano armonico. Discorso opposto per le corde sottili.
Ma qui torna in ballo il famoso belly bridge "brutto" di Martin, su cui avevo indagato un po' di tempo fà ( http://chitarra.accordo.it/article.do?id=59478 ) che ha la sella parallela ai pin e viene utilizzato nei sistemi con manico bolt-on e catenature A-framed o hybrid-X.
E ci incasiniamo un altro po'.
La cosa mi interessa e ...
- Per quanto riguarda l'inclinazione della selletta, l'obiettivo è che la selletta non sia sottoposta a forze longitudinali (nella direzione del manico). Per fare questo, se non ricordo male, la selletta dovrebbe idealmente stare sulla bisettrice dell'angolo alla selletta del triangolo "capotasto-selletta-ancoraggio della corda al corpo della chitarra". Nella pratica, la selletta dovrebbe essere inclinata di circa 10°. Da notare che questa correzione viene parzialmente fatta anche nei violini, dove il ponticello ha una sezione all'incirca triangolare e quindi il suo baricentro è lievemente spostato verso il manico rispetto al punto di appoggio delle corde.
- L'angolo di breakover ottimo dovrebbe (mi ripeto), essere tale per cui, se F è la tensione della corda, la sua componente perpendicolare alla chitarra F x sen (breakover) risulta sufficiente, grazie all'attrito con la selletta, ad evitare spostamenti laterali della corda e allungamenti della coda stessa nella zona tra ponticello e piolini (e tra capotasto e meccaniche, ma questo è OT). Questo potrebbe provocare scordature dello strumento e danneggiamenti della copertura delle corde.
Esempio: faccio il bending di un tono al 12° tasto su un MI basso che a riposo ha una tensione di 8 kg. La tensione diventa circa 10 kg. Se voglio evitare che la corda si allunghi oltre la selletta, la forza di attrito pari a "10kg x sen (breakover) x coefficiente di attrito statico" dovrà essere maggiore di 2kg x cos(breakover). Quest'ultima è la componente che tende ad allungare la corda a causa del bending.
Se il coefficiente di attrito tra corda e selletta è intorno a 0.5 (acciaio-plastica dura), si ha
tg (breakover)=2/5
e quindi
breakover= 21°
Scusate la trigonometria, ma nel delirio di questo thread un seno ci sta, eccome.
Non potendo fare F x ...
:)
Il mio intento era poetico, ...
Hai ragione, sono un insensibile! ...
;-)
MAGNIFICO !
"Fefè, fa caldo!" (da 'Divorzio ...
Dopo aver letto ...
- la funzione del break angle è di fornire una forza perpendicolare alla tavola sufficiente a impedire lo slittamento laterale delle corde sull'osso (come spiegato anche da Cukoo) e a mantenere un buon contatto tra la base dell'osso e il bridge. Per soddisfare entrambe le cose son sufficienti 15°, ma un valore maggiore può aiutare a sopportare pennate pesanti e bending ampi (di nuovo, come spiega Cukoo nel secondo intervento) e a permettere un buon contatto anche nel caso di pickup undersaddle
- l'altezza dell'osso ed il suddetto angolo di break concorrono a determinare il momento torsionale applicato alla tavola dalla coppia di forze opposte, causate dalle corde nel punto di appoggio dell'osso (verso il basso) e nei pin holes (verso l'alto): questo momento di torsione pare che influisca sul volume prodotto e sulla brillantezza del tono. Per questo motivo pare che l'angolo ottimale di break sia tra i 40° e i 45° (Martin docet ...)
- angoli superiori a 45° sono disapprovati, perchè causano uno sforzo eccessivo dell'osso sul bordo anteriore dello slot che può risolversi nella rottura del ponte o dell'osso, a meno che non si inclini l'osso verso i pins ... rimettendo il tutto in discussione.
Comunque, mi sono anche fatto l'idea che le variabili in gioco per capire l'influenza di questi parametri sul suono siano tantissime, rendendo quasi impossibile la costruzione di un modello fisico realistico. Risulta quindi fondamentale la prassi empirica di alcuni liutai, che sperimentano delle innovazioni e ne misurano la validità basandosi sul loro orecchio.
Il ragionamento fila se prendiamo ...
E' pure vero che ci sono anche costruttori che adottano la sella parallela ai pin, come Collings e anche Martin, e questo potrebbe rilanciare il tuo modello teorico, ma sembra che la scelta vada sempre e solo in coppia coi manici bolt-on e/o con catenature non standard e sarebbe bello sapere perché! Un altro elemento in gioco?
Poi ci sono costruttori, come Bourgeois, che nei ponti di tipo belly mettono pure i pin a semicerchio di fronte alla sella obliqua, cosa che parrebbe seguire più una motivazione di simmetria estetica, ma che manda comunque a ramengo parecchi discorsi fatti fin'ora. Cosa che avvalora la tua considerazione finale.
Ultima annotazione sul caso delle selle inclinate verso i pin (non perpendicolari al piano armonico).
Con un disegno si potrebbe notare che oltre a controbilancare la forza di trazione delle corde ed evitare cedimenti della sella e della parte anteriore del ponte, l'inclinazione di sella e relativo slot aumenta leggermente la superficie di contatto tra sella e ponte, cosa che potrebbe favorire una maggiore trasmissione delle vibrazioni.
Mah!
OTTIME CONSIDERAZIONI
La meta è però quella di trovare l'angolo di breakover più conveniente (aggiungo un parametro: il calibro di un set preso a riferimento e la relativa pressione totale esercitata dallo stesso) per ottenere il massimo volume senza importanti effetti collaterali. Gli angoli adottati da
Martin sono la soluzione più adottata spesso frutto per molti liutai di soluzione empirica. Il bello sarebbe (ed è) arrivare a una formula che, dati alcuni parametri, ci offra anche una soluzione scientifica suggerendoci perchè non è conveniente andare oltre il risultato ottenuto. Una parte della risposta l'hai già data affermando che angoli superiori ai 45° causano sforzo eccessivo aggiungendo però anche il rimedio consistente nell'inclinazione dell'osso che riporterebbe l'angolo a valori più "sicuri".
Approfondendo le mie ricerche in rete ...
C'è un utente di Ac.Guit.Forum che propone un esperimento piuttosto semplice che avvalora questa tesi: http://www.acousticguitarforum.com/forums/showthread.php?t=241638
Come ho scritto sopra, credo poco nella validità di un modello matematico che fornisca una soluzione tramite una formula, perchè i parametri da considerare sono troppo numerosi (altezza delle corde, scalatura e tipo di corde, altezza della sella e del ponte, forma della sella, materiali utilizzati per sella e ponte, disposizione dei pin, forma del ponte, inclinazione della sella ... ). Sono più propenso a dare credito ad una tecnica sperimentale che vada a verificare oggettivamente (quindi con una rilevazione strumentale, non solo "a orecchio") diverse soluzioni ...
MODELLO MATEMATICO
Mi avete incuriosito, e sono ...
Le interrelazioni tra le diverse componenti che concorrono a distribuire le forze sembrerebbero regolate dalla formula:
F = T * 2 * sin [a * (3.14/180) / 2]
dove:
F = forza verticale esercitata sulla tavola armonica
T = tensione delle corde
a = angolo di breakover
Se andiamo a vedere i ...
Tn= dF x sen (breakover) x cos (a) x braccio
Tt= (F+dF) x sen (a) x braccio
dove dF è la variazione della tensione della corda dovuta al suo micro-allungamento, a è l'angolo tra corda e selletta, braccio è la distanza tra il punto di appoggio della corda e il baricentro della selletta.
Tn è il momento dovuto alla componente perpendicolare alla chitarra della piccola (ma neanche tanto, si arriva anche a qualche Newton) forza dF. Tt è il momento dovuto alla componente lungo la selletta di dF. Da notare che Tt non dipende dall'angolo di breakover.
LA COSA IMPORTANTE è che dF dipende dal tempo e varia ad una frequenza DOPPIA rispetto alla fondamentale. E Tn dipende da dF!
Quindi da una parte avrò l'obiettivo, già discusso, di evitare slittamenti della corda e quindi di avere un sen(brakover) elevato.
Dall'altra parte posso controllare con l'angolo di breakover l'intensità della seconda armonica (bello, no?)
Per il primo obiettivo terrei l'angolo di breakover sui 45°, che già mi assicurano il 70% del volume che avrei ad un improponibile angolo di 90°.
Per quanto riguarda la seconda armonica dipende dai gusti. Continuo a pensare che 15-20° siano un buon compromesso.
Per chi non ci crede: attaccate una acustica con trasduttore undersaddle ad un PC con sound editor e guardate la forma d'onda suonando un MI cantino a vuoto: dovrebbe essere un'onda quadra asimmetrica, ma vedrete tra un picco e l'altro un triangolo. Questo è proprio dovuto alla variazione di tensione dF.
Adesso basta, però. Dacci la soluzione, Maurì.
...
In rete almeno l'80% elle pagine in cui l'argomento è trattato tcciono sull'ampiezza dell'angolo.
Quelli che forniscono un valore sono abbastanza concordi sui 15°, ferme restando le tue considerazioni sull'incremento di pressione sonora ottenibile aumentando l'angolo fino al valore teorico di 90°.
L'angolo "di compromesso" ideale è giustamente di 15-20°.
CHE BELLO QUEL MAURI'
Abbiate un po' di pazienza, devo interpellare la Sibilla ( la mia poi non è tanto vergine!) e non è detto che "puff" ci dia la soluzione. E' un gran risultato averne parlato e magari continuare chiedendosi perchè le chitarre con attaccacorde a trapezio si accontentano di un angolo inferiore. E' un modo di passare questa estate! Ci sentiamo.
Sei freddo e calcolatore, MAURIZIO! ...
Ma va bene così.
Perchè hanno le sellette col ...
A' Maurì, ce voi fà rimanè cor fiato in gola?!
:-)))))))
Già, a proposito di sellette col solco ...
e perchè .... ?
e perchè ....?
I GROOVE SULL'OSSICINO A COSA SERVIREBBERO?
Immagino mi stia arrivando qualche pomodoro ben maturo!
Felicità!
Re: Già, a proposito di sellette col solco ...
Complimenti perchè...
Siete-siamo grandi! TUTTI
http://chitarra.accordo.it/article.do?id=67842
Bell'articolo complimenti. ...
Riguardo alla perpendicolarità della selletta ...
E ovvio che, quando si cambiano le corde, la tensione e la pressione esercitata, determinano l'inclinazione dell'osso, data l'imprecisione della sede. Alla prima occasione ho preso un osso più spesso, che presentasse meno "gioco" e me lo sono sagomato a mio piacimento.
Devo dire però che, inspiegabilmente, anche con la selletta inclinata, la chitarra suonava ben intonata e non ho notato particolari cambiamenti montando il nuovo osso. Ma questo aspetto fa parte forse della generale "imperfezione" concettuale della chitarra...croce e delizia dei chitarristi.
Bell'articolo - Complimenti.
Re: Riguardo alla perpendicolarità della selletta ...
Abbi un po' di pazienza e leggi a breve la seconda parte.
Buone cose!