La strage degli innocenti
di Martinez53
- accordiano
#23272 |
15 maggio 2012 @ 13:36
Nel
gran parlare che si sta facendo in questi giorni dei suicidi, suicidi di comuni
lavoratori, imprenditori, pensionati, disoccupati, credo che si faccia poco
riferimento alle motivazioni meno appariscenti, ma a mio giudizio le vere
responsabili, quelle che ti portano a tale disperato gesto. Pensare che uno si
spari in testa per puro spirito di emulazione è inaccettabile, c’è di più,
molto di più: c’è la solitudine.
Anche
se sei circondato dalla famiglia: moglie, figli, parenti, amici, oggi, se perdi
il lavoro, se sei un esodato, se sei in debito con lo stato sei solo, e non c’è
sportello amico, telefono amico, non c’è nessuno che ti possa aiutare. E’
questa la vera solitudine. Uno non si ammazza perché vuole emulare, ma stiamo
scherzando! Arrivare a decidere di farla finita è una decisione che nasce da un
ragionamento logico, chiaro e preciso, nasce dalla reale consapevolezza di
essere solo davanti ad un problema che non ha soluzione, e che non avendo
soluzione porterà alla rovina di te stesso e di conseguenza dell’intera tua
famiglia.
Mettiamoci
nei panni di una persona perbene, che sia un lavoratore dipendente un imprenditore o un pensionato non importa,
una persona che ha lavorato onestamente e col massimo impegno per una vita,
tutto questo con la assoluta certezza di poter contare su dei diritti fondamentali
ed imprescindibili che fino a ieri sono stati concessi a tutti, ma oggi invece a
lui no, sono negati… lui ha avuto la sfortuna di vivere la sua vita in un momento
sbagliato. L’imprenditore che col massimo impegno ed onestà ha creato un’azienda
e si vede crollare il suo sogno perché non può pagare le tasse o i debiti coi
fornitori perché lo stato a sua volta non gli paga i suoi debiti. Non pensate
che ci sia realmente da impazzire? Tragiche situazioni che non sono dovute a
grossolane mancanze di queste persone, ma sono esclusivamente da imputare allo
stato, uno stato che non si interessa di null’altro che non sia: “Fare cassa” sopratutto non pagando i propri debiti
verso i suoi creditori, e mascherando questo come una normale e legittima manovra
economica, mentre il cittadino se fa lo stesso viene bollato come evasore.
Fantastico!!! O come il ministro del welfare che liquida il problema degli
esodati come: un errore di cui si prende la completa responsabilità per le
eventuali conseguenze impopolari. Strepitoso!!!
Ma
purtroppo è da qui, da queste situazioni, da queste parole nasce la
disperazione che a sua volta è figlia della solitudine, perché come fai a
combattere contro lo stato? Come fai a combattere se questo stato è fatto di
numeri verdi che non rispondono, di sportelli per il cittadino che sono sempre
chiusi e se sono aperti e riesci ad arrivarci non ti danno risposte, se i siti
dedicati sono inutili maschere, e peggio se ti rivolgi ai sindacati, patronati,
associazioni questi non possono che confermare che non si può far nulla, che è
così e basta. Equitalia fa il suo dovere, su questo non si discute, ma provate
ad andare a uno sportello di Equitalia per protestare, magari per un loro
errore, per una tassa esageratamente sproporzionata, la risposta sarà sempre
una: “Prima devi pagare, anche se è un errore, e poi puoi fare ricorso…” Lo stato è in questi casi un’entità
lontanissima da raggiungere, anzi irraggiungibile, una galassia nello spazio
infinito, mentre lui invece, ti trova sempre. E’ un muro di gomma contro cui il
cittadino si trova totalmente indifeso, e da qui nasce la tremenda sensazione di
solitudine e totale impotenza, sei un agnello da sacrificare sull’altare della
patria, una cosa che fino a ieri serviva, oggi invece sei diventato inutile, un peso, un
fastidio per lo stato. Perdere il lavoro per chi ha più di cinquant’anni, perdere l'azienda, essere fuori dal lavoro e senza pensione è una
condanna senza appello, sei fuori e ti senti fuori da tutto anzi, ti accorgi
realmente che come un ramo secco sei da tagliare, te lo fanno capire, te lo dicono in faccia, ogni giorno che passa è un'ulteriore conferma: sei da tagliare. Così lo fai da te, per
conservare un minimo di dignità…
Aldo
--
Vivi e lascia vivere
http://www.youtube.com/user/MrMartinez53
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Una buona analisi
Io ho una piccolissima ditta artigiana , composta da me e il mio socio e due dipendenti , che sono dipendenti perchè agli inizi dell'avventura (una decina di anni fa ) non se la sono sentita di entrare nella società e rischiare di proprio.Quindi siamo una grande famiglia , tutti nella stessa barca a tirar su lo stipendio che per noi due soci , ultimamente , è una parola sconosciuta.Si pagano i ragazzi, i loro contributi,i fornitori, lo stato e le bollette , e non avanza niente.Ma niente niente ! Con lo spauracchio della crisi il lavoro latita, e quando esce qualcosa bisogna farlo sottocosto , perchè "c'è la crisi....." , le banche , lavorando ormai sempre sottoil fido , si pappano 2000 euro di interessi l'anno , e per aspettare il saldo dei lavori fatti aspettiamo anche sei mesi.Ma che fare ? A 54 anni , il mio lavoro è questo , e pur volendo , in questo momento non ci sarebbe ditta che ci assumerebbe se chiudessimo bottega.E poi , chiudendo , metteremmo in mezzo alla strada ,oltre alle nostre , anche altre due famiglie , che comunque uno stipendio ce l'hanno assicurato ( fare l'imprenditore comunista è davvero una scelta pessima....) e che in questi anni non hanno mai saltato un mese.E siamo qui a pensare tutti i giorni : che fare ? Per come sono fatto , il suicidio lo escludo , la mazza da baseball invece.......
che amarezza......
How can a poor man stand such times and live
Ehhh si caro Ste, si ...
Molto triste è anche la constatazione che per quelle persone il suicidio è l'unica alternativa rimasta per farsi sentire.
Oltretutto siamo un popolo che riesce a partorire soluzioni sempre e solo IN PEGGIO, nessuno immaginava che ci potesse essere qualcosa di peggio di Berlusca, invece siamo riusciti ad inventare i tecnici, notabili senza scrupoli e senza idee, privi di etica e senso di equità, freddi dispendatori di numeri fini a se stessi.
Anch'io sono contrario al suicidio (anche perchè farei contente troppe persone...;-)
Mazza da baseball? No, si rompe subito, meglio il tubo Innocenti...
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La situazione è "forzatamente" sopportabile ...
How can a poor man stand such times and live
Grande Ste!!!! Sicuramente fare ...
Sicuramente fare il musicista da molte più soddisfazioni...
Da ex meccanico le chiavi Beta da 36 le conosco benissimo, ma sono più adatte allo scontro ravvicinato...
Da morire dal ridere, si potrebbe fare, invece della chitarra migliore o del PU più performante, o l'ampli dal suono che spacca, un sondaggio su qual è l'arma impropria che spacca di più... (non so però se la redazione è molto d'accordo...) Poi però avremmo una carta in più da giocare perchè ho idea che le forze dell'ordine magari qualche scrupolo se lo fanno a menare una masnada di vecchietti, pensionati, chi col diabete, chi con l'artrosi, chi coi reumatismi armati di tubi Innocenti o chiavi da 36 davanti a Montecitorio...;-))))))))))))
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Ah , e non dimenticarti ...
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Caro Stè, io l'imprenditore non ...
Per quello che può valere.
Andrea
Andrea
Caro mio , neanche io ...
How can a poor man stand such times and live
Tutto tristemente vero purtroppo. ...
Circa un mese fa a Mogliano Veneto un imprenditore, titolare di un'azienda che produceva ed installava inpianti elettrici e d'allarme, si è tolto la vita perchè lo Stato e nello specifico l'ASL era in debito con lui di 3.000.000 di euro!!!! Ovviamente gli risposero che non erano in possesso di tale somma e che quindi non potevano pagarlo!!
Lui era disperato e per continuare a pagare gli stipendi ai suoi dipendenti ha cominciato a non pagare le tasse.
Si recò presso l'Agenzia delle Entrate per chiedere di decurtare quello che lui doveva allo Stato dall'ingente somma che lo Stato doveva a lui ma la risposta fu picche e quel pover uomo si è tolto la vita schiacciato dai debiti!!
Aveva ragione quell'operaio di Fincantieri da Santoro nel gridare "assassini" al Governo italiano!
Questa vicenda di Mogliano però mi pare strana, l'ho sentita raccontare da Concita De Gregorio in un'intervista ma qualcosa non mi torna perchè quando si prende un'appalto così grande non si chiede il saldo a lavoro finito ma vengono richiesti degli anticipi durante la fase dei lavori. Bah...
Rimane comunque il fatto che l'italiano si sente abbandonato dalle istituzioni e questa è una cosa vergognosa oltre che incivile.
Un'altro ragionamento da fare riguardo il primo cattivo pagatore in Italia ossia lo Stato è che se lui non ha i soldi per pagare certe opere o se li procura o non le fa! Non che prima fai fare i lavori e poi dici " abbia pazienza ma non ho soldi".
Se gli italiani applicassero lo stesso sistema finiremmo per spararci l'uno contro l'altro!
Riguardo Equitalia avrei qualcosa da ridire anche io, perchè non si contesta il "cosa" fanno ma il "come" lo fanno! E qui avrei due o tre esempi folli che magari ti racconto la prossima volta che ci vediamo.
Ciao Aldo :)
MARCO
Grande Marco!!!! Toccherà organizzare la ...
PS: Fino a poco tempo fa lo stato era visto come un pagatore magari lento ma sicuro e quindi, ti fidavi a prendere grossi appalti senza chiedere troppe garanzie. Era un modo di dire: "Se non ti fidi dello stato allora di chi ti puoi fidare?" Oggi molte cose sono cambiate...
Vivi e lascia vivere
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Ma si dai, una pizza ...
Sta sera faccio il solito giro di mail.
Ciao neh :)
MARCO
Si però questa volta porti ...
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Ma schersa nen...;P ...
MARCO
Forse è una cavolata..
Si, se ritieni di essere ...
Ovvio che in questi casi è meglio costituire prima un comitato formato da debitori/creditori dello stato e poi partire con la denuncia collettiva.
E' una prassi diffusissima in altri paesi, in Italia invece si tende ad essere individualisti e quindi queste cose si fanno molto poco. La cosidetta CLASS ACTION diffusissima in America dove sia lo stato che potentissime aziende hanno dovuto risarcire con milioni di dollari i cittadini truffati, qui in Italia esiste da pochissimo ed è condotta molto male.
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Condivido il tuo pensiero e ...
Quando ci si sente soli, quando vedi passare quello che sembra possa essere l'ultimo treno, l'ultima speranza, l'idea di porre fine in fretta a tutte le sofferenze è un tarlo che si fa strada nella mente. La fragilità dell'essere umano è la molla che fa scattare meccanismi e dinamiche di difesa autodistruttive.
Quando l’ultima e iniqua manovra sulle pensioni è stata approvata, noi lavoratori, da incoscienti , siamo stati alla finestra a guardare, lamentandoci delle nuove regole che entravano in vigore con i colleghi, in famiglia, con gli amici e senza sbattere i pugni come invece bisognava fare, senza scendere in piazza.
Io sono il primo che si lamenta, e il primo che non ha fatto nulla per per protestare e fermare una legge che discrimina e punisce chi ha lavorato una vita.
I cittadini sono tenuti in considerazione dai politici solo alla vigilia delle elezioni e in questo desolante panorama di totale insicurezza e precarietà, con la cintura all'ultimo buco, quando ci chiedono ancora sacrifici, dovremmo rispondere uniti il nostro disappunto, la nostra rabbia.
Da soli non siamo nulla, uniti ci si fa coraggio e si possono far valere i nostri diritti!
Carpe that fucking diem..
Anch'io spesso mi meraviglio quando ...
Ciao Gian
Vivi e lascia vivere
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Analisi completa
Caro Aldo, hai scritto cose ...
Ma vorrei aggiungere una cosa a quello che hai scritto: quello che ti dà la botta definitiva è l'improvvisa consapevolezza che non c'è più futuro. Scriverlo o dirlo mi fa un po' strano, ma quando sei lì... è una molla micidiale, ti convinci (non so se a torto o a ragione) che il futuro non c'è più, che te l'hanno rubato o che l'hai bruciato poco importa, e senza futuro la vita non ha più valore, ti senti esattamente come un malato terminale: perchè prolungare l'agonia?
Perdonatemi la verbosità contorta, ma è una cosa molto dolorosa per me e magari non sono molto obbiettivo
Andrea
Esatto: "L'improvvisa consapevolezza che non ...
"La sua richiesta di pensione è stata respinta per motivi amministrativi"
Questo è un esempio di muro di gomma cui facevo riferimento, ad una richiesta legittima, lo stato ti risponde con una frase che non ha senso e non è comprensibile.
Ma i media si guardano bene dal dirlo...
Ciao!
Vivi e lascia vivere
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