PS: amando entrambi gli stili non voglio che si stia a dire se siano migliori i "vecchi" o i moderni, voglio solamente capire in che direzione si sta muovendo la musica
La musica come ogni cosa si è evoluta ,come tutte le arti,nel corso del tempo.40 anni fa i chitarristi rock a mio avviso prediligevano l'espressività al virtuosismo,mentre oggi il linguaggio musicale si appoggia molto alla tecnica;IN SOLDONI:
-SI può essere espressivi "volando"sulle modali?
-I chitarristi che hanno fatto la storia del rock avevamo una conoscenza tecnica dello strumento minore di quelli odierni o semplicemente preferivano non esagerare con la velocità a beneficio dell'espressività?
- Come mai da qualche anno a questa parte i "migliori" sono tutti iper-tecnici?Che la musica si sia abbandonata al mero gesto tecnico?!
- Analizzando i suoni delle chitarre nel tempo si può notare che avvicinandosi al giorno d'oggi sono diventati sempre più potenti...come mai?
Scusate le mille domande ma sono questioni che mi attanagliano il cervello da giorni, mi rivolgo al popolo di accordo al fine di cercare risposte e discuterle con voi per cercare delle risposte....(sempre che ci siano XD)
grazie mille in anticipo!
-LET'S ROCK!-
Secondo me bisogna fare un ...
giustissimo .. un conto ...
===La musica come ogni cosa ...
mmh... e' questa frase che mi lascia perplesso e che forse potrebbe dare spunto a qualche riflessione utile ...
nel senso che per me non e' l'arte che si evolve, ma, semplicemente e' la complessita' che aumenta.. qualcuno si inventa il rock, qualcun altro, dopo un po' di tempo, si ingegna per farlo piu' complesso e piu' veloce per il gusto, fine a se stesso, di crearsi difficolta' e poi superarle..
e' un atteggiamento da atleti, non da artisti...
bhè si pensi che nelle ...
"allora stiamo diventando macchine da esecuzione o siamo ancora musicisti?"riusciamo ancora a gustarci il suono del nostro strumento? scusate ma come vedete non ci dormo!! XD
concordo... l'arte non ...
infatti è ciò che ho ...
a me piace Angus Young. ...
senò la gente riconoscerebbe subito surfing whith the alien, o un pezzo dei dream theatre, anzi che uno dei rolling stones, o AC/DC, e perchè no, dei RAMONES!
la musica alla fine della fiera è facile da valutare . se fa muovere tanti culi, e per molto tempo (non dico 2 mesi dalla pubblicazione del singolo, ma almeno 5-10 anni) allora si può dire che è un buon pezzo (certo, ci sono sempre gusti di mezzo, ma anche se non ti piace bon jovi, o lucio dalla non puoi dire che la sua hit che è conosciuta da tutti sia un brutto pezzo).
questo concetto solo per dirti che, semplicità e buona melodia sono molto meglio di super tecnica e passaggi "fighissimi" che lasciano sulle ginocchia ragazzini nerd della chitarra...
gni gni gni
D'accordissimo, forse non in maniera ...
C'è però anche musica complessa che da tanto da un punto di vista emozionale (per me l'unico metro di misura per dire se un pezzo è bello o meno), tipo red baron di cobham, ha un tiro micidiale ed è solo un esempio tra i molti che potrei fare, mai sentito Lee Ritenour? Govan? Hutchins? Secondo me anche nel jazz, musica di nicchia, c'è spazio per "culi che si muovono" anche se devono essere culi predisposti verso il genere.
Gigi
Cerco di risponderti con ordine
2. La maggior parte dei chitarristi storici effettivamente aveva una conoscenza tecnico-teorica inferiore rispetto ai vari shredder moderni, salvo casi particolari tipo Robert Fripp. Non dimentichiamoci che il rock nasce come musica "popolare", non colta, di diretta derivazione blues, è quindi naturale che i primi musicisti rock non avessero una cultura accademica alle spalle. Come dicevo prima, l'importante è "come" si suona: i chitarristi del passato si basavano principalmente sulle stesse "semplici" tecniche derivate dal blues, eppure quanta differenza c'è fra i vari Hendrix, Page, Gilmour, Townshend ecc. ecc.? Ognuno con un suo stile (e un sound!) personale riconoscibile!
3. Non è assolutamente vero :) esistono ancora i chitarristi di "pancia" (o almeno esistevano ancora fino a 10-15 anni fa, non sono molto aggiornato..), che hanno uno stile più istintivo e meno tecnico, solo che magari sono meno conosciuti, vedi Josh Homme dei Kyuss (e, ok, dei QOTSA) e Adam Jones dei Tool.. e, perchè no, citiamo anche Cobain! La musica si evolve (e meno male!) ma in tante direzioni! Per quanto mi riguarda il rock, dopo la sua grande popolarità degli anni '60 e '70, ha trovato i suoi maggiori esponenti in ambienti sempre più di nicchia.
4. Perchè i ggiovani vogliono spaccare sempre di più :)
Delle domande che poni quella ...
***- Come mai da qualche anno a questa parte i "migliori" sono tutti iper-tecnici?Che la musica si sia abbandonata al mero gesto tecnico?!***
PURTROPPO credo di sì.
Molta ma molta meno creatività e molta ma molta più "tecnica" per copiare copiare e ancora copiare.
Ora copiare di per sè E' COSTRUTTIVO ma per IMPARARE NON solo per rifare i pezzi uguali e basta.
E concludo .... quella che tu definisci 'evoluzione' per me è 'involuzione' ;) e "guardacaso", dato che dicono che la musica sia espressoone del periodo nel quale viene suonata ....., i "risultati" sono consoni - LOL
WiWa!
SaluTON OF TONEs
http://kataese.wix.com/antonellocatanese
A mio avviso non esiste ...
Premetto che non riuscirò mai ...
Dal mio umile punto di vista penso che nella maggior parte dei lavori musicali prodotti in quest'ultimo decennio vi sia un'attenzione maggiore all'insieme degli arrangiamenti e la chitarra è stata ridotta e utilizzata come abbellimento togliendo spesso la sua parte solista/melodica che ha caratterizzato il pop degli anni '60 e '70.
Se c'è un solo è corto/sotto che fa movimento/particolarissimo, come per esempio nei muse.
Vabbeh che siamo tutti chitarristi ma con batteria, basso , e tastiere e una gran voce il pezzo sta su anche senza assolo :))))
Poi non nego che in alcune nicchie come nel metal tecnico/fusion ecc ecc si siano raggiunti degli apici di tecnica inimmaginabili 30 anni fa (a parte da al di meola e jhon mclaughlin :P )
www.facebook.com/newdress
Urca, qui sì ce ne ...
1) non credo che ci sia tutta questa differenza tra i chitarristi di ieri e quelli di oggi, almeno non se "guardiamo al sodo", ovvero al modo in cui i migliori di loro raggiungono l'anima della gente: e cioè con musica suonata "con il cuore". Una o centomila note al secondo, sono entrambe cose affascinanti, ma ciò che di loro rimane è l'intenzione, il feeling... se mancano questi, a mio parere manca la parte più profonda del messaggio; tant'è che anche oggi, nell'era dei vari Matthias Ekhlund (senza nulla volergli togliere), BB King è pur sempre BB King ;)
2) non ritengo che l'aumento di complessità sia necessariamente un fatto puramente "atletico", almeno non quando è "al servizio della musica". Il De Rose stesso nel suo celebre trattato di armonia jazz sostiene che il virtuosismo dei grandi solisti deriva dalla necessità di esporre idee musicali complesse, non certo dalla necessità di "dimostrare bravura tecnica". Insomma credo che l'aumento di complessità di una corrente artistica con il passare del tempo, sia un fenomeno naturale, dovuto all'aggiunta continua di nuovi apporti e nuove idee da parte dei vari artisti, per cui le "quattro note" (o pennellate) iniziali presto diventano otto, sedici, ottantamila...
3) non ritengo che sia giusto dire che la tecnica strumentale di oggi è superiore a quella del passato; lo è solo se consideriamo la musica rock-pop, relativamente giovane; il passato trabocca di grandi strumentisti "classici" dalla tecnica virtuosistica, a volte inarrivabile anche per la media dei musicisti di oggi: pianisti, violinisti... e anche chitarristi, mi viene in mente Ferdinando Carulli (più recentemente Andrès Segovia e Alirio Diaz) ma ce ne sono molti altri.
A mio avviso pertanto sì, la tecnica (del chitarrista elettrico) si è approfondita nel tempo, come è giusto che sia, in fondo è solo conoscenza, quindi qualcosa di positivo a prescindere, sarà l'uso che ne facciamo a qualificarci. "Da un'enorme tecnica derivano enormi responsabilità" direbbe qualcuno, il difficile è sempre il rimanere dei musicisti. Per me comunque non pochi "velocisti" della chitarra (Steve Lukather, Andy Timmons, Carl Verheyen per dirne alcuni) sono dei grandissimi musicisti pieni di feeling nei loro assoli. Il che nulla toglie né mai toglierà a Clapton, Gilmour, e compagnia bella. Quanto alla "potenza"... le Fender sono l'antitesi della chitarra potente, eppure proliferano anche oggi come e più di 50 anni fa...
Giorgio
conosco bene ferdinando carulli come ...
...preferisco i pittori agli atleti. ...