Quest'anno avevo un po' meno voglia di farlo, perchè ho vergogna per quel che la mia generazione, che oggi gestisce il potere, ha fatto del Paese.
Non mi è mai piaciuto nascondermi dietro al dito, e anche oggi non lo faccio,
Non chiamerò quindi in causa la Democrazia Cristiana, Craxi, Ruby Rubacuori, lo spread, i neomelodici e i tronisti.
Se oggi festeggiamo la nascita dell'Italia antifascista e democratica in un clima di preoccupazione e di tristezza, per una sessantamilionesimo e forse più la colpa è mia, e non degli "altri" cattivi e malversatori.
E' mia perchè avrei dovuto oppormi ed espormi di più, senza limitarmi a blaterare ed anche urlare, mettendomi però comodamente a latere delle responsabilità.
E' mia perchè le classi politiche che questa Italia hanno affossato, senza distinzione alcuna di colore e credo, erano ai loro posti anche grazie al mio voto.
Ma è mia soprattutto perchè mi ricordo di vergognarmi adesso che le cose vanno male e non quando - pur essendo corruzione, malversazione e disonestà assolutamente identiche per entità e diffusione - il mio portafogli era più pieno e più tranquillo.
E' per questo che oggi, anziché rivolgere loro generiche frasi retoriche, preferisco chiedere scusa ai combattenti ed ai morti della Guerra di Liberazione, che a suo tempo ci consegnarono un Paese nuovo e ricco di speranze.
Ed ovviamente ai giovani, cui avremmo dovuto consegnarlo ancora migliore.
.....e noi giovani stiamo commettendo ...
.....pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.....
Esatto...
Il pontificare, tirandosi fuori dalla mischia, non ha valenza - a mio modesto parere - né sul piano politico, né su quello educativo.
Non credo che nessuno Partigiano ...
E' triste doverlo ammettere, e la colpa non è solo tua, è anche mia e di milioni di Italiani che si sono svegliati solo adesso..
Ciao Jeb..
;-)
Carpe that fucking diem..
Ciao, Jan :-)
Credo però che il vero problema dell'Italia di oggi sia la disillusione e la mancanza di spinte ideologiche.
Anche l'Italia che i Partigiani volevano riscattare aveva un passato prossimo fallimentare.
Mi pare che quei giovani, tuttavia, avessero la forza di sperare, e di mettere in essere quella speranza. Oggi l'attitudine al cambiamento, ed al sacrificio che inevitabilmente ad esso è legato, è invece molto ridimensionata.
Non mi auguro certo che i ragazzi di oggi abbiano voglia di dare la vita per qualcosa, e meno che mai che abbiano la necessità di farlo.
Mi chiedo però - ed anche di questo mi dò la colpa - cosa farebbero se le cose dovessero mettersi veramente male.
La colpa e anche mia......
Insomma io credo che ci voglia un'altra data da poter festeggiare..... "la liberazione dalla dittatura dei mercati e delle banche", ma obiettivamente mi sembra molto di la a venire un giorno del genere, perché il nemico da sconfiggere non è un individuo o un regime, ma è un sistema mondiale ramificato che ormai ha sviluppato le sue metastasi in ogni paese ed in ogni economia..... e tutto ciò ha avuto inizio con il crollo del regime comunista, (anch'esso ormai ridotto ad un pachiderma senza basi filosofiche)......insomma ci vorrebbe una terza via, e spero che il mondo intero riesca a trovarla, e quando l'avrà trovata, quel giorno sarà il giorno da festeggiare come il giorno della "liberazione"
Non siamo noi a scrivere la musica....è lei che ci viene a cercare
Si, credo proprio che sia ...
.....
Tuttavia è proprio questa sensazione di impotenza, questo sentirsi nelle sabbie mobili che da una parte tarpa le ali agli onesti, dall'altra fornisce una comoda copertura ai lestofanti.
Pur con tutte le difficoltà che hai ricordato, dovremmo finalmente trovare la forza di cambiare le cose dal di dentro, senza rivoluzioni o rivolgimenti epocali, ma solo facendo tutti un passo avanti nel vivere sociale.
Sembra una sciocchezza, ma la goccia VERAMENTE scava la pietra...
Speriamo allora che cominci a ...
Gran bel diario, Jeb.
Tra la tanta retorica che normalmente accompagna le grandi ricorrenze, finalmente un po' di aria fresca.
Ciao!
;-))))
Abbiamo tutti delle responsabilità.
E anche se è vero quello che dice Berna, che il male viene da lontano e risiede nella globalizzazione del capitalismo finanziario, tutti noi abbiamo dato carta bianca alle banche, consegnando loro i nostri risparmi e chiedendo solo dei profitti, senza interessarci in che modo fossero ottenuti. Abbiamo comprato i prodotti provenienti dall'oriente perchè costavano meno, senza chiederci se questo avrebbe causato la perdita di posti di lavoro qui da noi, e senza chiederci in che condizioni lavorative erano stati fatti.
Ora lo spettacolo è desolante e penso che assomigli un po' alle rovine fumanti lasciate dalla guerra, quindi dobbiamo tirarci su le maniche e come i nostri padri pensare a ricostruire. Ricostruire partendo dalle coscienze, dal rispetto, dalla conservazione dell'ambiente, dall'economia delle risorse ... e mi fermo qui perchè mi sembra di aver sproloquiato abbastanza.
P.S. rileggendo mi rendo conto che sono passato al NOI, mentre tu parlavi in prima persona singolare, e questo dice già molto...
:-)
Dal Monte Rosa a Lampedusa è tutto uno scuotere la testa, tutto uno scandalizzarsi, tutto un inveire. E noi - come dici tu - mentre il Paese andava a rotoli, dove eravamo?
E se effettivamente i privati cittadini non possono da soli condizionare la politica di uno Stato, possono quanto meno tentare di condizionarla, avendo l'intelligenza di promuovere produzione e commercio di prodotti italiani scegliendoli quando possibile, cercare di fare in Italia le proprie vacanze, rifiutare indignato le griffe false e così via.
E' poco, ma è immensamente più di niente.
Ciao, Beppe :-)
E' tutto vero, purtroppo ora ...
Qui da me, abbiamo organizzato un negozio, di generi alimentari, dove i prodotti sono commercializzati, direttamente da chi li produce, la qualità è maggiore, certo non troverai sempre tutto, come in un discount, o come nella grande distribuzione, ma permetti alle aziende del territorio di vivere e di creare lavoro, quindi è vero che tutto ciò si può combattere, l'importante è, che a combattere siano in tanti, perché in questo frangente il numero fa la forza :-)
Non siamo noi a scrivere la musica....è lei che ci viene a cercare
Questa è l'ottica giusta ...
Nel Nord-Europa (in Olanda mi sembra) si stanno sviluppando delle iniziative simili nel campo bancario, basate su cooperative che si autofinanziano (ne avevo sentito parlare tempo fa, ma dovrei approfondire).
Uno spirito di inziativa simile dovrebbe attivarsi anche nella politica (secondo me qualche segno incomincia a vedersi, anche se ovviamente l'establishment sta alzando cortine di fumo, facendo controinformazione). Non possiamo solo lamentarci dello schifo imperante e poi turarci il naso per votare il "meno peggio" o manifestare il nostro dissenso astenendoci dal votare (e qui si ritorna al discorso del 25 aprile: i partigiani hanno combattuto e pagato con il sangue questa nostra libertà, ma stiamo mandando tutto allo sfacelo).
Forse quello che possiamo fare è solo una goccia, ma il mare è una moltitudine di gocce ...
Ciao.
Giusto...
Sono convinto che sia questo "non sapere" ad opporsi strenuamente agli acquisti intelligenti, al sacrificio della quantità a favore della qualità, al rifiuto di alimentare produzione e commercializzazione di beni falsi, o pericolosi per la salute, o non convenienti sl piano dell'economia politica.
Tutto, etica, morale, carità cristiana ed intelligenza sociale, sono oggi sacrificati sull'altare dell'avere piuttosto che essere.
bellissimo diario. io non parlo ...
gni gni gni
Grazie...
la rivoluzione è iniziata, dopo ...
sono felice.
gni gni gni
;-)
Un pò in ritardo....
Però di entrambi ho un ricordo ben preciso che li accomuvava assieme a molti altri loro coetanei: avevano un'etica, una morale, poche idee ma chiare (le altre, futili, già eliminate da tempo) e sempre un sorriso .....che è quello che più mi manca.
Perchè questo sorriso non l'ho più rivisto nelle generazioni successive (la mia compresa).
E quando ci penso, mi assale la tristezza.
Non possiamo dimenticare, perchè da li si deve ripartire. Ce lo hanno già insegnato.
Onestà, etica, morale, libertà.
Esattamente.
Ebbene, io mi ricordo di entrambi come persone di una rettitudine unica.
Nessuno dei due, sul piano politico, aveva completamente ragione, nessuno dei due completamente torto. Ma erano indubitabilmente due persone oneste.
Non importa destra/sinistra. Entrambi i ...
Entrambi i tuoi nonni si sarebbero sacrificati per quello in cui credevano. E queste figure stanno scomparendo. Da qui il lento e inesorabile declino. Servono valori. CI SERVONO I NOSTRI NONNI.
possibilmente evitiamo quelli di destra... ...
in generale evitiamo gli estremismi, ...
Morale, no estremismi (senza offesa :-) )
la destra non puo' che ...
non e' tutto uguale...
Ma non ho detto (e ...
Ho detto evitiamo gli estremismi, perchè nella storia di questo mondo se ne son viste (e ne vediamo) di tutti i colori.
Ciao
:-)
Chi si schierò da quella parte appoggiò un'idea errata e deviante.
L'argomento della discussione, tuttavia, stava nel tentare di distinguere tra chi lo fece conscio delle implicazioni aberranti e criminali del fascismo e chi, purtroppo, non le comprese e finì per dare spessore numerico alle adesioni nella convinzione di essere nel giusto.
Tieni conto, peraltro, che esiste un'ampio accordo tra gli storici nel considerare le adesioni al fascismo ed alle sue iniziative - almeno fino al Natale del 1942 - come pressoché plebiscitarie tra gli Italiani dell'epoca.
Ne deriva che, pur non dichiarandolo, almeno i tre quarti degli Accordiani si ritrova ad avere nonni e bisnonni che a vario titolo tenevano la tessera fascista nel portafogli o lo spillino col fascio al bavero.
Contingenze storiche, che per fortuna tutto quel che seguì al 25 luglio, e culminò nel 25 aprile, ha cancellato dalla nostra realtà.
mio nonno, fortunatamente, era fra ...
ma capisco anche che nella maggioranza tendiamo tutti ad essere un po' pecoroni anche se al governo ci fosse qualcuno ancor piu' palesemente fetente dei fascisti...
ma, in ogni caso, non mi interessava "rivangare" il passato quanto esortare a vivere un sano e produttivo terrore riguardo all'insediarsi di governi di destra...
:-)
Come forse avrai letto in una delle mie risposte, mentre il nonno materno era tra i neri, quello paterno era tra i rossi, e si faceva anche lui la sua brava permanenza preventiva in camera di sicurezza se c'era una manifestazione.
Per di più, mio padre, per il fatto di essere suo figlio, era ampiamente discriminato a scuola.
Quando io ero bambino, tuttavia, a distanza di una quindicina d'anni dalla fine della guerra tra i due vegliardi non c'era più animosità. Anzi li ricordo che giocavano a scopone.
Se c'era stato odio, tra loro, il tempo lo aveva cancellato.
Dici bene
p.s. non mi è arrivata la notifica di questo post......
How can a poor man stand such times and live
"...allora c'è da lavorare di ...
Son usciti da una guerra che aveva distrutto tutto, eppure loro hanno preso l'Italia e rimessa in piedi. Mai arrendersi. Si cade per poi rialzarsi.
:-)
Ma un bel po' di amarezza e di rabbia credo sia inevitabile :-)
La 'tua generazione' NON sei ...
Hai la stessa età di 'quelli' ma .... NON SEI loro .... ed è, scusa la sincerità con cui ti scrivo, inutile chiedere scusa per qualcosa che hanno fatto/fanno altri perchè loro continueranno a fare esattamente quello che hanno fatto finora (se non di peggio !)
Sul fatto che sia MOLTO importante il 'cambiamento interiore' delle PERSONE in genere - non ci piove ;OP anche se PURTROPPO mi pare di constatare che ... aihmè .. siamo ben lontani da tale 'traguardo' (anche se io sono il primo a crederci e a sperare che accada)
Con un filo di ...... 'malinconia' --> SaluToneS
SaluTON OF TONEs
http://kataese.wix.com/antonellocatanese
:-)
Immensamente vero il tuo diario
Questo tuo post mi ha fatto riflettere su una cosa che voglio condividere ............ Sulle Lire c'era scritto " repubblica italiana" poi "banca d'italia" ora .......... un partigiano oggi da chi difenderebbe l'amata patria?
Love is not Music,
Music is the best.
Valori
Anche a questo mi riferisco quando dò grandi responsabilità alla mia generazione.
Alla fine degli anni '60, infatti, abbiamo iniziato una sistematica azione di scardinamento del sentire comune fino ad allora condiviso.
Le intenzioni, per carità, erano ottime, perchè partivano dal giusto presupposto che molti dei valori ereditati dal passato (nazionalismo, indissolubilità dei vincoli familiari, omofobia, perbenismo, tanto per citare i primi che mi vengono in mente) fossero anacronistici ed assolutamente intollerabili in una società moderna.
Ma lentamente, nel delegittimare valori indubbiamente erronei, abbiamo finito per metterli in discussione tutti, per di più senza saperne proporre di altri. Ed i risultati si vedono.
Coesione, senso della collettività, ecco ...
Oggi questi ingredienti che al tempo furono fondamentali sono oramai svaniti del tutto, non fanno più parte della nostra cultura che si è trasformata.......che ci ha trasformati in persone ciniche le quali fanno dell'egoismo la propria bandiera.
Se l'Italia non è più in grado di agire un'anime nella stessa direzione allora è una battaglia persa in partenza, è come vedere un comandante che parte per il fronte con 10.000 uomini e giunto sul luogo della battaglia si trova con solo più 1.000 anime perchè i restanti si sono dileguati durante il tragitto.
Ecco, credo che lo stato d'animo di quel comandante possa descrivere in maniera esaustiva il senso di inquietudine e sconforto di molte persone come me.
MARCO
....
In realtà ho cominciato a scrivere il diario proprio perchè immaginavo quanti Italiani, dai politici alla gente comune, nella giornata di ieri abbiano pontificato sulla crisi.
Ma l'Italia, e l'Italia in crisi in particolare siamo noi, col carico di egoismo irragionevole cui facevi cenno, che ci spinge quotidianamente a dichiarare come irrinunciabili abitudini, comportamenti, acquisti e beni che in realtà non hanno alcun controvalore sil piano etico.
Intendo dire che, ad esempio, accendere un finanziamento per farsi una vacanza - adducendo come motivazione il fatto che dopo un anno di lavoro se ne ha diritto - è una cosa di una stupidità infinita.
Anche perchè se quel che ci serve è effettivamente riposarci dalle fatiche lavorative, per farlo non c'è bisogno di raggiungere le Mauritius e nemmeno la costa andalusa o la Camargue.
Basterebbero Rimini, o Palinuro, o il Gargano, o Ostia.
Come facevano i nostri padri, che con quello che oggi spendiamo solo come biglietto aereo ci affittavano una casetta senza pretese per tutto il mese di Agosto.
Ma sta' tranquillo che se passa di qui un Accordiano sotto i vent'anni e legge quel che ho appena scritto, come minimo mi dà del matusalemmme reazionario ;-))))
****Ma sta' tranquillo che se ...
Dipende da che tipo di educazione ha ricevuto...e se ha un po' di sale in zucca ;))))
MARCO